
Mercoledì 12 Maggio 2010 06:20
In Italia la riflessione sulla morte è sempre stata un tabù. Vuoi per scaramanzia, vuoi soprattutto per l’imperante cultura cattolica parlare tranquillamente e laicamente di morte non si fa. Se lo si fa, si viene tacciati di essere corvacci, menagrami, porta sfiga o, nella peggior delle ipotesi, emo, bambini di Satana o Isabella Santacroce. Sul web, [...]Post from: Gu! La comunicazione in jeans.
Quando il web diventa funebre: il caso Torboli-Zandonatti
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